
avevo in mente ieri -di alcuni giorni- e la loro attesa: come la festa che arriva certa, ma mai veloce .
avevo in mente ieri la mia caviglia che roteava penzoloni dalla poltrona, mentre osservavo il bicchiere di sbieco con i suoi cubetti galleggiare .
avevo in mente ieri il ricordo della boccata di fumo : anch’essa un piacere , prima , come lo eri te.
avevo in mente ieri la luce del tramonto che era prova generale della sera: quando la notte era solo l’inizio di una certezza e non il buio che attraversa il sonno. quando i passi sul pavimento erano veloci inseguimenti dei propri istinti e c’era il tempo per un sogno: tra uno e un altro.
avevo in mente ieri quando avevo tempo e non importava quanto: tanto era calibrato in modo preciso come una dima il suo stampo.
avevo in mente ieri la sorpresa che mettevo sullo sguardo affacciato alla porta del tuo studio :più di cortesia che di vero stupore.
avevo in mente ieri la grazia riposta nel porti del cibo, un sorriso e, me.
avevo in mente ieri che nell’armadio non trovavo mai colori abbastanza vivaci per presentarsi sulla tua soglia.
avevo in mente ieri , quanto in anticipo sul cambio stagione hai riposto – il tutto –
ARTIST: Ettore Tito, La contessa Malacrida, olio.
Lui ha giocato d’anticipo come fosse il dio del calendario e c’è molta amarezza in te nel renderti conto di essere stata trattata come un elemento di una sola stagione, non adatta a quelle successive.
ml
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