Io voglio

Il risveglio tra le le lenzuola di lino e la luce fioca del mattino dei primi di ottobre. le spalle appena coperte ed i piedi ancora ambrati dell’ estate.il libro il caffè il mare fuori a perdita ma senza interferenza di risate da “sola” vacanza.  il cullarmi delle onde, il maestrale. 

poche parole scritte e un dono a sorpresa per colmare l’assenza  dell’attesa.

un gioiello per le mie pareti.

capire il bisogno di sentire racconti di vita.supporto a distanza che non sia oltraggioso o mercificante.

gioire del sorriso ad un ritorno. la gioia piena del guardare muovere chi si ama ed è lì:  vicino,  calmo, composto e pronto. 

Ora  mi sveglio.

com-passione


la sfuggente  e raffinata riuscita di un istante : quando tutto è bene quando il momento  scivola come un guanto , come la seta .
quando il sorriso si accenna immotivato e le mani sono palmi aperti.

quando la voce risuona nella sua nota più calda: lo sguardo – non è messo in maschera- ma è mite per l’istante  benevolo .

recliniamo il capo e ci amiamo: pudicamente anche da soli.

posizioni

Frederic Forest , lines,

 

colgo la sovrapposizione dei tuoi arti quanto ascolti. volto imperscrutabile e talvolta un breve tic alla mano sinistra.la tua posizione pare forzatamente composta e arretrata.

in difesa (parola staccata) viene l’istinto a chiedere e non a parlare di storici inamovibili questioni. mi incuriosisce l’assenza di loquacità  messa a servizio della metodica scienza e della statistica osservazione.

sono un numero tra tanti :quale grande sicurezza fai provare.

 

Artist: Frèdèric Forest, lines.

eustachio

Non ho voglia di confondermi e mischiarmi: non ho spinta .

Quanta stanchezza ho in questo bagaglio a mano da portare, sempre più difficile da collocare: un corredo con il suo pregiato ricamo che nessuno vede o ne  tocca la fattura.

Ogni giorno la tromba si chiude  con il  pugno di stupide considerazioni.

Osservo con sgomento il sorriso altrui -Io che del riso facevo l’antipasto di ogni incontro- 
Artist: Joseph Lo Russo. Oil  on canvas. 

ombre

sono stata il rimbalzo  della tua coscienza e l’usura dei tuoi anni. 

Sono stata il richiamo alla vita e lo scontro della chiarezza di una vigorosa coscienza. 

Sono stata la figlia che non attendevate.

Sono la donna-grande- accanto che non vuoi: lo sento dalle parole , la vedo dalla mancata approvazione,  lo vivo nei rigurgiti dei pochi confronti .

Tanto aspra sei con me.

Io ti adoravo da bambina, i tuoi tacchi le tue unghie i tuoi abiti lunghi del sabato sera e le uscite di tutto punto la domenica anche per lo stadio: una donna da serie A. 

Difficile crescere all’ ombra,difficile essere nell’ ombra .

La sola non  “desiderata” ero io:ho vinto il premio “Ombra nell’ ombra”

Ed ho agito così di solo istinto: dove non ho visto stima ho cercato l’ autostima, dove non ho trovato l’amore l’ho mendicato nei numeri altrove.

Mi dici che son buona a essere solo al di sopra di me stessa, ma, non sai che non mi ferisce più niente dopo il ventennio di bugie in cui tante volte la ceca paurosa  omertà mi ha fatto tacere e soffrire  . 

Non fa male due volte lo stesso dolore.

stagioni

ETTORE TITO Contessa Malacrida,1926 , olio

avevo in mente ieri -di alcuni giorni- e la loro attesa: come la festa che arriva certa, ma mai veloce .

avevo in mente ieri  la mia caviglia che roteava penzoloni dalla poltrona, mentre osservavo il  bicchiere di sbieco  con i suoi cubetti galleggiare .

avevo in mente ieri il ricordo della boccata di fumo : anch’essa un piacere , prima , come lo eri te.

avevo in mente ieri  la luce del tramonto che era prova generale della sera: quando la notte era solo l’inizio di una certezza e  non il buio che attraversa il sonno. quando i passi sul pavimento erano veloci inseguimenti dei propri istinti e c’era il tempo per  un sogno: tra uno e un altro.

avevo in mente ieri quando avevo tempo e non importava quanto: tanto era calibrato in modo preciso come una dima il suo stampo.

avevo in mente ieri la sorpresa che mettevo sullo sguardo affacciato alla porta del tuo studio :più di cortesia che di vero stupore.

avevo in mente ieri la grazia riposta nel porti del cibo, un sorriso e, me.

avevo in mente ieri che nell’armadio non trovavo mai colori  abbastanza vivaci per presentarsi sulla tua soglia.

avevo in mente ieri , quanto in anticipo sul cambio stagione hai riposto – il tutto –

 

ARTIST: Ettore Tito, La contessa Malacrida, olio.

genius loci

EDWARD HOPPER, SOLITARY FIGURE IN A THEATER, OIL ON CANVAS,1902

il rumore di fondo infastidisce i pensieri e disturba la concentrazione : questo luogo non sarebbe tanto male sanificato da alcune presenze.

l’eleganza di pochi momenti non colma il vuoto dei mesi: è spasmodica l’attesa di incontri al -livello del luogo- quasi potessero essere un rinnovarsi della memoria.

attraverso sovente il viale. con cadenza orgogliosa  ma  incedere fiacco.

può il genio essere in  ogni dove ancora ? qui, tra queste acque e in queste sabbie,dove  il talento si alimentò del vigore della natura.

io lo posso -solo- chiamare luogo in cui lavoro. spesso mi soffermo a pensare per quanti invece, è il seno che ha nutrito l’ispirazione che immortale suona e fa eco nel mondo.

 

Artist: Edward Hopper – solitary figure in a theater- oil on canvas,1902-1904, in Kafka’s apartment