stagioni

ETTORE TITO Contessa Malacrida,1926 , olio

avevo in mente ieri -di alcuni giorni- e la loro attesa: come la festa che arriva certa, ma mai veloce .

avevo in mente ieri  la mia caviglia che roteava penzoloni dalla poltrona, mentre osservavo il  bicchiere di sbieco  con i suoi cubetti galleggiare .

avevo in mente ieri il ricordo della boccata di fumo : anch’essa un piacere , prima , come lo eri te.

avevo in mente ieri  la luce del tramonto che era prova generale della sera: quando la notte era solo l’inizio di una certezza e  non il buio che attraversa il sonno. quando i passi sul pavimento erano veloci inseguimenti dei propri istinti e c’era il tempo per  un sogno: tra uno e un altro.

avevo in mente ieri quando avevo tempo e non importava quanto: tanto era calibrato in modo preciso come una dima il suo stampo.

avevo in mente ieri la sorpresa che mettevo sullo sguardo affacciato alla porta del tuo studio :più di cortesia che di vero stupore.

avevo in mente ieri la grazia riposta nel porti del cibo, un sorriso e, me.

avevo in mente ieri che nell’armadio non trovavo mai colori  abbastanza vivaci per presentarsi sulla tua soglia.

avevo in mente ieri , quanto in anticipo sul cambio stagione hai riposto – il tutto –

 

ARTIST: Ettore Tito, La contessa Malacrida, olio.

genius loci

EDWARD HOPPER, SOLITARY FIGURE IN A THEATER, OIL ON CANVAS,1902

il rumore di fondo infastidisce i pensieri e disturba la concentrazione : questo luogo non sarebbe tanto male sanificato da alcune presenze.

l’eleganza di pochi momenti non colma il vuoto dei mesi: è spasmodica l’attesa di incontri al -livello del luogo- quasi potessero essere un rinnovarsi della memoria.

attraverso sovente il viale. con cadenza orgogliosa  ma  incedere fiacco.

può il genio essere in  ogni dove ancora ? qui, tra queste acque e in queste sabbie,dove  il talento si alimentò del vigore della natura.

io lo posso -solo- chiamare luogo in cui lavoro. spesso mi soffermo a pensare per quanti invece, è il seno che ha nutrito l’ispirazione che immortale suona e fa eco nel mondo.

 

Artist: Edward Hopper – solitary figure in a theater- oil on canvas,1902-1904, in Kafka’s apartment

sangue

Jeremy Lipking , 1975

del sudore che hanno patito miei avi non conosco il valore: ma ci vivo agiata tra le colline e i campi di grano.

del sudore di mio padre ho  memoria e  vivo la vista del mare e l’orecchio cullato dal suono del -maestro- al lago.

il patimento, il sudore di mia madre, lo vedo ogni giorno:Lei che  negli occhi ha un vuoto e cerca di soprassedere al lascìto  nel rispetto del ricordo a discapito del suo stesso destino . una fatica, la sua,  patita nel cuore di una vita tra agi-agitati .

tra le generazioni e i suoi legami  c’è per chi il sudore vale più del sangue.

il passar tra le mani la sola eredità della fatica :oppure averla in pugno solo grazie al sudore altrui.

sudore e sangue non sono artefici di uguale umana visione di un legame.

mi taccio composta : so da dove viene il mio sangue e ho messo l’erede di tanto sudore al centro del tutto.

 

Artist: Jeremy Lipking, portrait,  1975

mi rammento

Helène Delmaire

 

non somiglio alla bava di vento.

non somiglio al pensiero  che avevo pensato.

non somiglio al ricordo dell’infanzia.

non somiglio neppure alla  terra che mi ha forgiato.

non somiglio al  mio carnefice che tuttavia amo.

non somiglio all’estate.

non somiglio e rammento solo  a tratti ognuno dei personaggi in cui mi calo.

 

 

Artist: Hélène Delmaire

Raziocinio 

se la bocca che oggi parla avesse taciuto avrei sofferto di meno?

se l’acume del sesto senso avesse invece insistito a dovere avrei egoisticamente potuto essere la ferita che redime 

se all’ incrocio dei sensi avessi avuto lo stomaco e la bocca della prostituta ti avrei sfruttato 

inutile l’ipotetico su di un ossatura  di piedi stabili ma cuore incerto e solo .  

pago e non appago : libertà di sentimenti al prezzo altissimo d’intelligenza che non si conferma in raziocinio. 

Ippocrate


tra la conoscenza e la scienza passa un soffio 
tra il vedere e il guardare, rimangono segni  profondi.

hai guardato con scienza  la mia -figura –  poi hai trasformato  in un soffio quel “giuramento” in un – non senso-  mostrandomi la povertà di un animo.

tu hai visto. io ho guardato. 

 

Artist: Robert Hannaford, self-portrait, oil on canvas.  

L’ ancora

La bandiera in cima all’ albero maestro si snoda senza alcuna resistenza.

Le bollicine  si rincorrono e salgono veloci  in questo champagne ma mi distraggono con le loro chiacchiere .

Il sole che scende: orizzonte- lontano da stare in palmo di mano ripetendosi da quando vita è vita  e mi tiene incollata a questa poltrona

Lo specchio d ‘ acqua pronto ad accogliere la nuova estate mi crea disagio. Non mi sento capace d’immergermi in niente.

Il fiocco si muove  la sola -cosa- ferma in questa darsena pronta a mangiarsi la nuova stagione sono io: nel mio vestito rosa pallido con la mia caviglia deliziata dalla sua pesante ancora.
Artist : Lucia Znamirowski-compass Rose-