
e poi arriva l’atto di forza la spinta primordiale a vivere
( lo so è facile per me che oltre al sacrificio del lavoro dispongo della sicurezza dei miei averi)
prenoto la vacanza e le lacrime mi scendono davanti alla signora dell’agenzia(si può essere tanto libere , capaci, piacevoli e fragili?)
pago la vacanza ancora ignara del mio essere in solitudine
mio figlio gioisce: almeno un uomo lo rendo felice
ho 24 ore per mettere dentro la valigia due cenci è un milione di pensieri.
ho fatto così molte volte: viaggiare per ritrovarmi ma ora ho il -carico- di mio figlio
e pensare che non servirebbe andare tanto lontano ( che i dolori inamovibili restano una palla al piede)
non c’è posto dove stare senza quel pensiero di incomprensibile solitudine interiore.
non ho slanci a credere, costruire , sperare nel prossimo :le porte in faccia mi fanno ancora male.
e faccio io stessa.lo sento.
io che desidero quello che non c’è quello che non è quello che non mi si può condividere :L’amore.
le ombre arrivano lunghe,pesanti: posso essere tanto bella, dolce, intellegibile e sola?
posso avere tutto in disponibilità e nessuno che tende mai la mano credendomi, sollevandomi accudendomi di sole piccole attenzioni: e credere in me.attraverso me. focolare della vita che voglioe posso dare.
[ asma che arriva a ricordarmi la mia fame di vita]
ho tranciato rami inermi e rami selvaggi: sono solo, semplicemente me stessa.
ma ancora faccio paura .
( quella di chi non ti darebbe la mano per paura di essere abbandonato)
pago la mia vivacità, la mia solarità, il mio acume a chiedere, il mio stare alle spalle e sorreggere- pago anche per la mia libera dolcezza che ancora – nonostante tutto- faccio fluire.
[…. ora penso a me: da quando non mangio? Tre giorni? … ecco non sono una che si ama. e questo non fa amarmi]
Artist: Caitlin Clarkson – la compagnia dei lupi-

