viaggio 


e poi arriva l’atto di forza la spinta primordiale a vivere

( lo so è facile per me che oltre al sacrificio del lavoro dispongo della sicurezza dei miei averi)

prenoto la vacanza e le lacrime mi scendono davanti alla signora dell’agenzia(si può essere tanto libere , capaci, piacevoli e fragili?)

pago la vacanza ancora ignara del mio essere in solitudine

mio figlio gioisce: almeno un uomo lo rendo felice

ho 24 ore per mettere dentro la valigia due cenci è un milione di pensieri. 
ho fatto così molte volte: viaggiare per ritrovarmi ma ora ho il -carico- di mio figlio 

e pensare che non servirebbe andare tanto lontano ( che i dolori inamovibili restano una palla al piede) 

non c’è posto dove stare senza quel pensiero di incomprensibile solitudine interiore.

non ho slanci a credere, costruire , sperare nel prossimo :le porte in faccia mi fanno ancora male.

e faccio io stessa.lo sento.

io che desidero quello che non c’è quello che non è quello che non mi si può condividere :L’amore.

le ombre arrivano lunghe,pesanti: posso essere tanto bella, dolce, intellegibile e sola?

posso avere tutto in disponibilità e nessuno che tende mai la mano credendomi, sollevandomi accudendomi di sole piccole attenzioni: e credere in me.attraverso me. focolare della vita che voglioe posso dare.

[ asma che arriva a ricordarmi la mia fame di vita]

ho tranciato rami inermi e rami selvaggi: sono solo, semplicemente me stessa.

ma ancora faccio paura .

( quella di chi non ti darebbe la mano per paura di essere abbandonato)

pago la mia vivacità, la mia solarità, il mio acume a chiedere, il mio stare alle spalle e sorreggere- pago anche per la mia libera dolcezza che ancora – nonostante tutto- faccio fluire.

[…. ora penso a me: da quando non mangio? Tre giorni? … ecco non sono una che si ama. e questo non fa amarmi]

Artist: Caitlin Clarkson – la compagnia dei lupi- 

12 pensieri riguardo “viaggio 

      1. Eh. Scusa. Tipo che mi ritrovo in un sacco di cose di questo scritto e in altre no e mi piace come scrivi e come hai scritto questa volta ma il tastino “mi piace” mi sembrava non dire tutto quanto (oddio i puntini non è che fossero più chiari, ma non osavo scrivere direttamente tutto quello che invece mi hai costretta a tirar fuori!)

        Mi piace

          1. Prego… Ti capisco. Capita anche a me a volte. Però cerco di vivere bene quando succede e faccio finta che un certo dolore sia anche dell’altra persona a cui l’ho tirato fuori così mi sento meno sola o poco poco più leggera

            Mi piace

              1. Il punto è che non lo faccio per quello. Scrivere già mi toglie un peso. E a volte mi capita che qualcuno mi dica “ci ho visto dentro questo” – ed è una cosa che non mi appartiene per nulla. Allora penso ok, dividiamo (senza CONdividerlo) questo dolore, e provo a farne rimanere solo metà

                Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...