La Polpaccia

la polpaccia arriva con il suo carrellino di felicità farmaceutica. oggi 37 giorni qui. ritmo di vita scandito da un rituale di carrellini e infermieri e psichiatri e colloqui e passi … 75 passi, che vanno dalla porta d’entrata opaca e antirumore, alla fine del corridoio passando davanti la dogana, a metà percorso, dove i due di turno ti guardano anzi ti sondano ti filtrano . non sei una persona: non qui, sei un numero, un letto, un chemioterapico insieme di attese e disattese. oggi 75 passi per almeno 30 minuti, poi la polpaccia mi ha fermata. dice che è inutile che voglia consumare pensieri e calorie in questo modo… calorie? non so, ma sotto i 42 kg sarà dura scendere. i pensieri invece ,quelli da un pochino iniziano di nuovo a fluire. la polpaccia ha la divisa azzurrina a calze contenitive. io un pigiamino da brava bimba e le fasce contenitive penzoloni al lato del letto.  non le usano da 20 forse 22 giorni. lo spicchio di cielo che vedo dalle barre verticali della mia camera mi suggerisce che ci sono cieli diversi in ogni dove e che basta arricciare il naso e spostare lo sguardo per vederli. il pratino fuori, calpestato da noi psichiatrici-bambini-ultra trentenni appare un invito a correre di nuovo in questa prateria di vita: eppure questo pratino incolto, dove invece che fiori ci sono sigarette spente e lacrime lasciate cadere questo pratino dove faccio la prima ora d’aria dopo un mese, mi offre tutto il desiderio di uscire e pensare che posso anche farlo senza chiedere permesso. stamani la polpaccia mi ha detto che ho capelli lunghissimi e belli che dovrei curarli e si è messa a pettinarli. dice che sono bella , lo dice la polpaccia che di parole non ne snocciola tante. sarà vero? allora? la polpaccia ha la faccia -ispida- e il cuore addolcito da un mondo dove le 20 anime che vi abitano sono ridotte a poco più di un grammo di anima e una tonnellata di dolori inermi e inamovibili. la polpaccia sta qui da quanto? 10 anni mi pare mi abbia detto, a portare carrellini di farmaceutica felicità. pillole goccine ancora pillole ancora goccine. la mattina anche la flebo che mette dicendomi sempre che non si capacità di come potessi togliermi il sangue da sola. mi chiede e rispondo con silenzi ancora più muti di quelli di un pappagallo mal addestrato. ho la bocca asciutta da tutti questi farmaci e dalle cazzate che mi sono raccontata per una vita. la polpaccia dice che sono intelligente e uscirò di qui, da questi 75 passi e avrò altri perimetri da impormi. la polpaccia mi dice che se non me la sento devo fermarmi e aspettare e farmi proteggere ancora un pò, curare di sicuro per anni. la polpaccia mi dice che ho un cuore d’angelo dietro una faccia da schiaffi e una testa cocciuta come il marmo. alla polpaccia ho risposto che era peggio un cuore di marmo e un testa con cui fare a schiaffi. la polpaccia non è mamma, non è sposata. la polpaccia forse sparisce dietro il colore lattiginoso della porta d’entrata a fine turno. un ologramma? la polpaccia arriva accanto al Prof. con il codazzo di neo-dottorini-neurini tutti scienza e fantasia. il Prof. ride della mia ossessiva voglia di conoscere gli indici che scandiscono il mio disturbo. la polpaccia e il prof si fermano più a lungo qui da me, che non dagli altri. il Prof. e la polpaccia insistono che la mia intelligenza è la prima cosa con cui debbono lottare quotidianamente e sorridono… (secondo me la polpaccia e il Prof. mi prendono per il culo). la polpaccia stamani mi ha detto che la cura è cambiata , che sono troppo reattiva. allora ho metodicamente contato i farmaci: potrei mettere al lotto numeri e  dosaggi. stamani N. è andata via. trasferita . quindi è la terza compagna che perdo . qui come in un labirinto mal pensato deove se ti perdi non ti ritrovi più. qui in questo angolo ultimo esterno, del Santa Chiara, a ridosso di una “Piazza dei Miracoli” che ne ascolta tanti, e,  ne esaudisce pochi: qui da questa camera, la sera guardo quella chiesa e parlo con chi non ha medicine da offrirmi ma orecchio da tendere ai miei lamenti muti.

(ottobre 2005 ,pomeriggio, tavolino del corridoio, psichiatria, reparto chiuso, tra i 75 passi)
– painting by artist: Edward Minoff/USA-

3 pensieri riguardo “La Polpaccia

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