Hai (voce del verbo avere)

lovers by jarek puczel olsztyn

hai l’aria contrita e contratta, le mani segnate e mai ferme, le gambe si muovono come le corde del miglior  primo violino alla ripresa vibrante è l’Estate di Vivaldi.

hai fiumi di parole che se  lascio cadere ai lati del perimetro non fanno altro che il loro dovere : costruire il tuo personaggio e allontanare la tua persona.

hai gambe forti :quelle di chi si è -piegato- tante volte pronto a saltare e ha fatto stazza delle sua forma. hai la pianta del piede -ferma- uno statuario David che mi dice “non mi muovo, non mi smuovi”.

hai l’addome contratto, per cosa e da quanto trattieni le tue viscere ? e ti lasci mai , mi chiedo, andare al gesto che fai dell’amore o perdi anche lì qualcosa del piacere ,e, le labbra che serri e la voce che soffochi sono per non gratificarmi o per punirti?

il piacere totale  è solo nelle parole del-dopo-?

hai mai il richiamo dell’amore, senza  le congetture, le prestazioni , le attese, hai mai il semplice dirsi :prendiMI, tieniMI,  amaMI ? AMA-ME?

hai la bocca carnosa e, nascosta, un piccolo taglio dietro i tuoi baffi , e,  piccoli sorrisi che  escono come fessure mai pronte a voler prendere luce.

hai dolori chiusi e intrisi e non li lasci andare via .li rincorri se escono piano piano. torni a prenderli come un mercante all’asta. pronto a pagare anche il prezzo più alto: non puoi ceder qualcosa a qualcuno anche se si tratta di un orribile ornamento.

quanto -balla- quella tua testa e tutto quel corpo che -hai-  tutta quella vita che hai, tutto quel passato che hai e non lasci mai far rotolare via: solo un pò, come il pelo appallottolato agli angoli delle porte e sotto i mobili come fa il vento quando si apre la finestra.

tutto balla – staticamente – da anni sulle – solite- incerte – sicurezze – e nel gioco che fai delle tue mani mai ferme.

poi arriva la notte e ci sono le tue  mani serrate :guardandoti riposare mi chiedo  “cosa hai da trattenere ” ancora oggi  con le tue mani adulte nel gesto tipico dei bambini?

momenti di solo te.essenza. tu sei.

appoggio il capo vicino al tuo respiro: sorrido. i tuoi gatti intorno a noi, muti osservatori approvano le carezze leggere ai tuoi folti capelli.

qualcosa vi dono con la mia orchestra di suoni e sorrisi e profumi e cibi e vini : forse la chiamerei vita nuova.

poi mattina: hai l’asta dei tuoi preziosissimi dolori.

moto perpetuo che riparte.

corazza.

armatura.

hai la forza.

io non servo.

non è una colpa.

è una constatazione.

 

Artist: Jarek Puczel Olsztyn-Lovers-

11 pensieri riguardo “Hai (voce del verbo avere)

  1. Bellissimo!
    Le parole che a fiumi costruiscono simulacri e allontanano il sentire, l’esserci. Quel notturno osservare. Un corpo inerme e pur sempre succube, dominato. Nel ritmo del brano, quel passaggio, che rallenta, dilata, condensa, e’ il mio preferito.
    C’è forza e verità. Da lì la bellezza.
    Leggere è un piacere.
    P.

    Mi piace

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