Controindicazioni 

dalla casa natia porto solo poche cose.

Il pianoforte.

I libri.

Il divano.

Scatti e cornici .

Poi quel raccoglitore a soffietto gonfio e strabordande rivestito a fiori chiuso con un nastro azzurro.

Non lo apro da anni.

Non viaggia con il resto del carico.

Lo posiziono per ultimo, accanto ad alcuni miei libri preziosi accanto a me in macchina.

Sera. Trasloco finito.

Il colpo d’ occhio non è male.

Mi siedo sulla poltrona: sfilo a caso dal contenitore a soffietto:lo so tento la sorte e risveglio la Sibilla!

eccolo il tratto della Tua stilografica data: 02.II.95 (sì  la Sibilla ha decisamente voluto strafare)leggo vorace, apro le lettere una dopo l’ altra, anni d’ amore, di attese e rincorse,di treni e città diverse  e ancora lettere e, amore e promesse e  lauree e il militare e progetti e vacanze e ancora lettere , inchiostro a fiumi,  e poi casa . 

ma anche a casa insieme ci scrivevamo, pensieri, citazioni al risveglio oppure  su post-it gialli gli orari degli aerei :i tuoi arrivi  e le partenze,  i vaccini dei mici, i miei libri preferiti i tuoi e la bottiglia da accompagnarci ….sempre con la stilografica….sorrido… e perdo ore di questa notte a leggerci… 

Fino a ritrovare -il ricordo- il solo che non è scritto con penna stilografica.

Ho perso un figlio  con te e di lì tutto.

Niente più scorreva.

Niente più fluiva come l’ inchiostro sulla carta tra noi.

Lo capisco ora, osservando a tanti anni di distanza.

Attenzione:usare solo inchiostro indelebile.  Oppure non aprire lettere -dal-passato

Artist: Thomas Saliot

2 pensieri riguardo “Controindicazioni 

  1. Potente. Struggente. E’ la tua cifra.
    But. Ci leggo anche un inizio, una ripartenza. La nuova casa. La calma con cui si riesce a guardare indietro, il coraggio con cui si apre quel faldone. La sincerità con cui ci si racconta, ci si squaderna.
    Ho molto apprezzato il modo in cui hai reso la consistenza di quei ricordi “stilografici”. La “fluidità” era il pregio e il difetto di quei giorni. Vellutati, belli, leggeri, impalpabili, musicali… Non so perché, ma mi vengono in mente le “note” e i “profumi” delle parole di Fitzgerald (quelle di “Tenera è la notte”, in particolare). Tu non le trascrivi, non le citi e probabilmente nemmeno le pensi, eppure ne fai assaporare l’atmosfera emotiva (eleganza, sensibilità, ricchezza, leggerezza, raffinata, lucida crudezza).
    E poi ho molto apprezzato l’emorragia. Di inchiostro, di sangue. Di vita. E l’inchiostro che rapprende sulla pagina. Il ricordo che incide la memoria. La “non vita” che è grumo denso, pesante, da affrontare e sciogliere. Alla giusta distanza. Quella che percepisco nello sguardo e nel passo di questo brano.

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