pece

 

se mi torcessi il braccio alla schiena, dolcemente ma con impeto e ti prendessi -cura- della mia nuca, io piegherei volentieri la mia testa e scivolerebbero via , schiena curva -testa in giu- tutti i miei dolori .

se  mi volgessi il viso  – allo specchio – braccia serrate nella tua mano forte e con l’altra tenessi il  mio mento alto a doversi guardare – ci sarebbe il solo sguardo da dover piegare- sarebbe lontana la  scena delle labbra gonfie dal pianto che aspettano -con rabbia –

se, infine , io e i miei piedi nascosti l’uno dietro l’altro filiforme tra te e il tuo lavandino , serrata in un abbraccio che mi tiene o trattiene non so, amore mio, se io sia solo alla fine  -scarpette dentro la pece – pronta a danzare.

 

Artist: Nelina Trubach – Morning Toilet- oil on canvas .

monolitico 

si è squarciato sotto i miei piedi con le mie staffe .

lastricato di cemento. indifendibile .

vedo il mare di olio  nero che si espande fino a toccarmi le punte dei piedi: una melma scura che pensavo aver confinato sotto uno spesso e resistente vetro monolitico . 

io ti vedo: tu mi vedi, io sopra tu sotto,  a distanza di sicurezza rifrangendoci. 

ci guardavano. 

distinte non distanti.

poi un niente… una piccola bolla -d’aria- nel vetro forte e temperato, ci vuole poco perché la crepa si apra decisa .

è fatta: il respiro manca, la mano trema, la fermo con l’altra e così tremano assieme la bocca è secca la pelle è  spenta  l’occhio è vitreo, la lacrima cade, i capelli insieme.

ed è così che è di nuovo  buio. vuoto nella testa e vermi nella  pancia. rumore alle spalle e parole come ovatta che nessuno sente.

nessuno tranne lei: che è di nuovo Lei.
Artist: Pier Toffoletti -Grey- Udine 1957

tre

mattina.
non fanno rumore le ciglia che sbatto provando a mettere a fuoco una delle tre finestre – le tre scimmiette– della tua camera: di quale  umore sei oggi? 

[odore di caffè] pesticcío di piedi nudi sul parquet, tra la cucina e la camera le opzioni si assottigliano in fretta.

sbatto veloce giù le ciglia: chiudo gli occhi. 

non so quale -scimmietta vorresti io fossi  stamani-  ma il tuo umore ballerino ancora danza da ieri sera: lo vedo di sbieco arrivare in punta ad una sigaretta accesa con un caffè preparato con l’aria tesa per niente addolcito .

fermo al lato del letto osservi prima – dell’adunata- devo sembrarti un’inerme bambolina di pezza sgonfia dal petto asmatico senza scarpette di umori ballerini.

giaccio nel tuo perimetro e sono l’ospite meno ghiaccio di questo inverno. 

mi offri un buongiorno e credo un sorriso.

Mi scuso: non  so indossare scarpette da punta di primo mattino. 


Artista:Luca Morelli-Le tre verità-olio su  lino,  2014.

placenta

la vita resta al morire della placenta.
c’e’ vita in una ferita aperta. 

suturata – la questione- spesso trova solo la morte: la chirurgica asportazione del dolore. la rimozione. 

la morte tra queste piaghe o la vita tra queste pieghe.

il lutto si veste di vita.

volendolo.

Artist: Cesar Biojoi-Juliana- oil 

la-cúne


poggiavo incauta e beata i piedi al legno a perimetro lago.sandali azzurri.

inebriata dal vortice di parole a eco della tua telefonata.  

giocavo col mio mignolo carezzavo la caviglia e appuntavo i capelli con una sola forcina: l’intera chioma. 

te: solo con due arti l ‘ interna scienza umana detenevi  impura. 

sorrisi i miei come mozziconi di sigarette: succhiate e macere.
Artist: Marc Deamsteader.