mentre mi avvicino

mentre mi avvicino a casa vedo la luce che buca nel buio

mentre torno a casa intravedo il lembo del tuo studio

mentre sono dentro casa so che stai costruendo: il tuo futuro.

vorrei mettere il verde dello sfondo ai tuoi pensieri.

ho messo la base.

adesso sei tu che sceglierai a che punto sarà la giusta altezza.

osa figlio mio

osa .

image from Pinterest viola jones

2 pensieri riguardo “mentre mi avvicino

  1. “La durata accanto a tuo figlio
    rivive forse
    nei momenti di ascolto paziente,
    nell’attimo in cui tu
    con lo stesso gesto accurato
    col quale dieci anni fa
    appendevi all’attaccapanni
    il cappotto azzurro con cappuccio ‘taglia bambino’
    adesso appendi un giacca di pelle scura ‘taglia adulto’
    a un attaccapanni diverso in una città diversa,
    la durata con tuo figlio
    ti può cogliere
    ogni volta che rinchiuso da ore nella stanza
    con un lavoro che ti sembra utile,
    senti quello che nel silenzio ancora mancava alla giustezza del tutto,
    il rumore della porta che si apre,
    segno del suo ritorno a casa,
    che in quel momento a te,
    il più sensibile ai rumori dei sensibili ai rumori,
    se proprio in quel momento stavi attento,
    risuona come la musica più bella.
    E tu senti la durata con il tuo discendente
    nel modo più intenso forse
    quando ti rendi invisibile
    osservandolo di nascosto lungo la strada di ogni giorno,
    quando precedi l’autobus in cui è salito
    per poi vedere passare
    tra una fila di estranei dietro al finestrino
    quell’unico viso familiare
    o quando semplicemente ti immagini da lontano
    di vederlo fra gli altri, protetto dagli altri,
    rispettato dagli altri
    nella calca della metropolitana.”

    [Peter Handke, “Canto alla durata”, 1986]

    Mi piace molto questo tuo scritto.
    Mi piace molto l’umano,
    il quotidiano, l’assoluto,
    l’indefinito, il timore,
    l’amore incondizionato,
    il calore di una distanza rispettata
    e necessaria a far sì il che miracolo
    del desiderio e della contemplazione
    si avverino in un balenio nella notte.
    Perché “l’estasi è sempre un che di troppo, / è la durata invece la cosa giusta.”

    Buona domenica.

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