glicine


quanto passa tra l’offesa e il riscatto?

quanto serve di tempo per riscoprire negli errori le giuste correzioni?

quanto impiega ogni lutto a trasformarsi in altro: in vita nuova?

quanto occorre alla cicatrice per diventare -solo- un segno?

quanto? in che misura, modo, atteggiamento, riflessione, passaggio,scoperta, attesa, pressione?

quanto -ancora- di me metto nelle mani altrui tenendole lievi e pulite?

chè sporcarsi è un niente: una sbavatura di colore su uno – solamente- più chiaro.

io sono glicine, quanto basta per sporcarmi?  sì, lo so ! 

una  sola, piccola, minuta goccia di ‘tu’.
Artist: unknow-watercolour painting.

spigoli & somiglianze

guardi di sbieco con il tuo sorriso studiato.

il braccio poggiato al muro spigoloso fatto di pietra: ma sei tu che la  sorreggi, con la leggerezza,  quella dei tuoi anni,  che ti porti sottogamba e la sigaretta in mano spunta fuori da una maglia indossata alla bene e meglio su di un pantalone chiaro .

Maggio ’78.

Guardi l’obiettivo e di lì chi?

cosa pensavi in quel momento e dal quello scatto, di rimando, cosa mi vuoi dire adesso?

mi guardi dalla cornice in argento ora  consunta,una  Polaroid e anni di vita fatta di scontri e di generazioni.

mi guardi al meglio dei tuoi anni in quello scatto:  io al pari dei tuoi adesso.

in quegli anni sul tuo -Ciao-  stavo in piedi  – fiera – come- principessina in carrozza –  ora  mi guardi e mi vedi regina scalza in sella ad una bici sgonfia.

capita…

mi guardi: i tuoi occhi verdi bottiglia riflessa di luce in una cornice di vita, tu,  sempre con il  tuo sorriso beffardo.

io ti penso però  in  ben  altra cornice, quella di mogano scuro. mi avevi lasciata e fissato per l’eternità  avevi a luglio un ghigno: anch’esso beffardo.

mi avevi lasciata.

qui.

sola.

mi guardi ogni sera di sottecchi babbo da quella cornice : babbo.

ogni sera  nella tua cornice io ti fisso, tu mi fissi mentre io  fumo :  quel vizio che da te ho ereditato non meno di altri difetti di fabbricazione.

l’aria torva  e brusca, lo scoppiettante senso del far subito saltare il banco della mediazione.

il silenzioso e mite approccio al chiudere ogni canale di comunicazione e il poco onorevole -femminile- farmi piacere gli uomini come  te, tutte le belle donne.

mi guardi dal tuo perimetro, sogghignate e magari caro babbo, sei orgoglioso di questo mancato maschio.

 

Artist: Malcolm Liepke,”Behind the Veil” –  b. 1954, oil on canvas

Didascalici movimenti

dove ti sei nascosto questa notte?

tra i 100mg di mutabon e i 50 mg di topamax?

dove hai messo a giacere le tue rughe? la tua carne? dove hai poggiato i tuoi occhiali, che ogni volta che toglievi da sinistra a destra  sapevo che era amore. ogni volta li poggiavi didascalicamente sul comodino, tra sigarette spente  cenere sparsa medicine abbandonate e refusi di ricordi impolverati: ma pronti a vederci “meglio”.

io nel tuo didascalico gesto vedevo solo la -lente- di una passione:magari così offerta e sudata da apparire vera . o magari soltanto veritiera.

dove ti sei nascosto questa notte?

tra le pieghe che cerco di rilassare del mio viso ,della mia bocca che ti dava piacere e ti piaceva marcata di rosso o anche di niente quando sfioravo il bicchiere di vino presa e rapita dal tuo indottrinamento.i racconti, la tua ossessione per la storia e le sue turbolenze le disastrose guerre . argomenti  ogni settimana  più approfonditi, come fossi una bambina che allarga  la sua conoscenza .

a te non piaceva che io sapessi qualcosa prima di te, a te non piace che io sappia qualcosa -quasi-come-te.

dove ti sei nascosto questa notte?

sei nelle grinze del cuscino? tra le mani che non so usare e prima erano il sostituto all’orgasmo nei giorni d’assenza dal tuo letto?

dove ti sei nascosto questa notte?

sei nel fiato scomposto del mio attacco d’asma che ci ha fatto conoscere? il medico che mi ha salvato preparandomi ad una nuova, cedevole, perdita di coscienza.

dove ti sei nascosto questa notte?

dove ti nascondi ora? in queste righe ? tra le tue rughe ? nei solchi delle tue mani usate e usurate? nel lasciar fluire i successi del dio-in terra- delle -vite-salvate. e quante nei hai affondate?  quante nei hai lasciate al margine della tua -coccarda-rossa e gonfia e fiera appunta  in petto al-medico-magico -che salva-vite?

dove ti sei nascosto questa notte?

ora che non incontro più  la tua faccia consunta dal mare e dal sole a fare da allodola sopra il mio capo? dov’è il “prodiere” delle grandi sfide? dov’è il “genoa” che gonfiava nel vento e con quello il tuo petto orgoglioso di risultati: Tu sempre in cima:nei primi tre.

anche con me, nel “mio podio” al prezzo del  disprezzo dei tre che più ho amato e più mi hanno ferita: vanitosi  orgogliosi e narcisi. tu nel caso specifico medaglia d’oro .

dove ti nascondi questa notte?

tra le stecche di sigarette finite e abbandonate? nelle lenzuola scomposte , nelle bottiglie che lasci a margine della tua cucina, nella tua vasca idromassaggio che mi ha sedotta e ridotta a cenerentola che prima di uscire pulisce?

dove ti sei nascosto questa notte?

ovunque sia fallo molto bene: saprò occhieggiare  a niente serviranno i tuoi occhiali.

per ora tengo le mie mani a coprirmi il volto. guarda pure.

 

Artist: painting from Pinterest, no idea about the author