terapia

la strada che lei percorre per arrivare dal medico è affollata a tratti soffocante .

la percorre spedita e rassegnata masticando i “san pietrini” come bocconi indigesti.

ogni passo è un riassunto è un bilancio – come starò questa volta – si chiede lei che di cure e visite non ha che lo sgomento

è in anticipo, lei, si ferma in un caffè: a contorno la gioia fastidiosa di chi è in vacanza e di chi si corteggia.

il solito cane accompagna il solito barbone:come sarebbe sparire per sempre si chiede lei trovando conforto in un cocktail annacquato.

passa il tempo, lei, tormentando la testa e i capelli, chè tanto dopo il medico non hai appello : farai quello che lui ti dirà.
lei è scoraggiata e vede la maschera cadere come fossero  “le ceneri”.

si avvia per le scale di pietra ed un è pezzo d ‘arredo anticato che sta afflosciato su se stessa.

lei lo ascolta, ma la paura a non farcela le rende la sguardo basso.

lei fa così: si arrende, non vede alternative.

lui sa, non dice , si ferma sempre sul bordo e cede il passo come a dire :”prego avanti ”

lei coglie una piccola impercettibile-sorpresa- nel decalogo patologico che il medico snocciola . lui lo fa raramente di appuntare medaglie di cartone.

lei guarda l’ ora : tra poco è finita – pensa trattenendo le lacrime come si trattengono i figli piccoli –

esce.

non ha voglia di rifare il “solito percorso” quello con cui scandaglia da mesi il suo stato .

di tanto in tanto apprezza la brezza che la solleva.

lei poi arriva in macchina e ricompone la propria “ragione”.

senza alcuna speranza che l’istinto alla vita si borbotta :” andrà meglio la prossima volta” e mentendo a se stessa -aggiunge -“non continuerò ”  

fruga nella borsa e prende le sue gocce in automatico. antidoto al dolore in formato portatile.

il dolore si attutisce e lei, donna precisa e rendevole torna verso casa.

[il riposo da tutti è la chimera]

che fatica lui e i san pietrini per lei ogni settimana.

Artist:Thomas Eaikims.oil.

monolitico 

si è squarciato sotto i miei piedi con le mie staffe .

lastricato di cemento. indifendibile .

vedo il mare di olio  nero che si espande fino a toccarmi le punte dei piedi: una melma scura che pensavo aver confinato sotto uno spesso e resistente vetro monolitico . 

io ti vedo: tu mi vedi, io sopra tu sotto,  a distanza di sicurezza rifrangendoci. 

ci guardavano. 

distinte non distanti.

poi un niente… una piccola bolla -d’aria- nel vetro forte e temperato, ci vuole poco perché la crepa si apra decisa .

è fatta: il respiro manca, la mano trema, la fermo con l’altra e così tremano assieme la bocca è secca la pelle è  spenta  l’occhio è vitreo, la lacrima cade, i capelli insieme.

ed è così che è di nuovo  buio. vuoto nella testa e vermi nella  pancia. rumore alle spalle e parole come ovatta che nessuno sente.

nessuno tranne lei: che è di nuovo Lei.
Artist: Pier Toffoletti -Grey- Udine 1957