Neuropatia

il dolore che affligge la mia schiena e’ lo stesso dolore che alimenta quello della mia mente.

cerco soluzioni e provo ad uscirne.

il dolore che affligge la sua schiena è lo stesso dolore che alimenta la sua mente.

non cerca soluzioni non vede connessione.

[impianti uguali con direzioni diverse]

riconosco i limiti anche quando il dolore fisico non c’è: lì, intervengo.

lui, riaccende i riflettori quando il dolore non c’è: abbaglia , seduce e conduce.

[si muove così fino al prossimo dolore: che fagocita entrambi]

Iam nunc:

io sono in cammino zoppa

lui nel divano affossato

mi stacco da due dolori zoppa: da quello urente che con l’abbaglio mi ha accecata -di nuovo- e da quello lancinante della mia schiena.

[forse sempre meno zoppa]

Texture

from Pinterest Unknown

Ruvida

Segnata

Fallata

indosso marmo

mi vesto con ferro

in ogni caso sono lavorabile

increspata

rifinita

cucita

lavoro di sartoria teatrale

rosso cremisi

marrone ruggine

viola pervinca

comunanza cromatica di un filo invisibile

Ri-tratto

vorrei un ritratto di me: metodico.

-di quella mia capacità di vedere la sfera che ruota in punta alla penna –

vorrei che quella sfera scrivesse per me: di me.

-come mi è naturale farlo degli altri-

vorrei inchiostro su carta come quello lasciato su pelle.

Painting : Victor Oreshnikov (Виктор Михайлович Орешников), Russian artist, Perm 1904

mentre mi avvicino

mentre mi avvicino a casa vedo la luce che buca nel buio

mentre torno a casa intravedo il lembo del tuo studio

mentre sono dentro casa so che stai costruendo: il tuo futuro.

vorrei mettere il verde dello sfondo ai tuoi pensieri.

ho messo la base.

adesso sei tu che sceglierai a che punto sarà la giusta altezza.

osa figlio mio

osa .

image from Pinterest viola jones

θεραπεία (therapeía)

Unknown – from Pinterest

sento l’urgenza di parlare come le sirene del codice rosso

sento l’urgenza, ma la stanza mi accoglie con vecchi rimandi che per poco riconosco

non muovi più il piede come prima -noto sottecchi-

mi dai del tu – sei cresciuto in esperienze e anni – sai gestirmi a distanza senza perimetro di area interdetta .

sento l’urgenza di comunicare senza passare di nuovo dal cunicolo .

urgenza che si traduce in ponderata scelta delle mie parole: tolgo alcune ( di troppo) limo altre ( eccessive) cerco semplicità .

non so se emerge.

vuoi aiutarmi ancora a farla consistente?

grazie