Berlino

“mi piace la luce di questo mattino”

-finestra aperta su Berlino al risveglio- spalle scoperte e il vecchio nemico in agguato.

la città della guerra ci rappresenta: il passato spazzato via ma i segni ovunque.

se vuoi puoi vederli.

usciamo a passo svelto e camminiamo sulle pietre dolorose.

tu racconti, ti emozioni per la storia: non solo quella dei libri è chiaro.

sei assurdamente uguale ma hai ceduto qualcosa o su qualcosa .

siamo in stesura di un trattato.

4 pensieri riguardo “Berlino

  1. È sempre molto interessante calarsi in questi tuoi versi, rappresentarsi la scena, in questo caso così ricca, monumentale, nella desolazione di una città distrutta e sontuosamente ricostruita a monito e riscatto. La specchiatura nella storia di una coppia, ma soprattutto nel sentire e nel porsi di un maschio che rielabora e cerca di ricomporne i pezzi, atto che di per sé richiede uno sforzo di logica, razionale, con una quota parte di finzione (ciò che oggi chiamiamo “fiction”). Quanto gli basta per illudersi, per convincersi, crederci, commuoversi. E lei (tu) che ascolti e osservi pazientemente questo dopo guerra umano, gli atti del tavolo di trattativa, in attesa di leggere i contenuti del suo piano Marshall, aprendo una finestra (da lì si è partiti in fondo) a una possibile negoziazione, o accettazione. Un trattato, la firma di un trattato, implica, credo, un compromesso.

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    1. leggere le tue considerazioni ora come 8 anni fa è uno (lo giuro) dei motivi che mi ha portato a fermare di nuovo i momenti in parole scritte.
      Con tutta la difficoltà del caso del tornare a rielaborare e fermare momenti.
      Quelli di anni addietro riletti oggi mi hanno fermato e non poco dal rimettermi al tavolo di questa scacchiera.
      Sarò pedone, fante, o Regina?
      Grazie di leggere-leggermi- ancora

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