ho letto di te questa sera: perentorio e smisurato.
eccentrico e vorace.
ho letto di te e ho avvertito di nuovo la tua angoscia volersi mangiare il mondo.
la tua bocca che spara sentenze.
ho letto di te sentendomi fortunata ad essere stata sbattuta fuori dal cerchio delle tue ossessioni ,dei giudizi ,delle parole gravi.
ho letto di te vedendo in angolo la tua immagine: rifinita , consunta e sciupata , ridotta ad uno scatto e confinata in un segmento.
ho letto di te senza il bisogno di leggerti ancora, senza la mia attenzione a cogliere altro che non fosse li: evidente e chiaro
la rabbia che hai in testa fa a pugni col mondo.
la solitudine intorno è un fosso che ti sei scavato nell’ orgoglio. le tue mani frenetiche e la tua smorfia di disappunto le vedo assai chiare .
ho vinto perdendoti: ma é poca cosa un podio su tanti segni.
resta la smodata voglia di trovarti ‘in fronte’ io adorna della leggerezza che mi avevi rapito .
voglio farti soffrire un po’ al mio pensiero.
cinica é, la mia abitudine , quando da sola risorgo dal mio buio interiore.
ti aspetto al Lete : tanto traghetteremo ognuno per i suoi peccati. io cercherò, lo confesso, di annegarti nei tuoi:quelli che non abbiamo condiviso .
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