disegni di bambina 


stasera molto ad est ho pensato alle mie gioie e alle mie -sfortune-
dove sorge il sole non posso sostare ingrata 

mi addolora, di un dolore nuovo e diverso, saperti altrove: ‘ non solo’ come mi dici tu .

ma la ‘ compagnia’ ha sfumature diverse

sul fronte del mare, da questa nave, su questo ponte,si presentano, inaspettati,pensieri (e sommatorie) che mi proiettano su di una vita mai vissuta : la mia vita non si può giudicare però. 

il tempo mi segna di ogni sua conseguenza{ alle volte ultimamente ho pensato di nuovo ad avere la- famiglia-.} 

ho pensato, sterile a questo ricordo, da anni, come vorrei una nuova vita una nuova emozione e un figlio: io che cresco il mio così in difficoltà che lo cresco da sola , da anni , da sempre, fuggendo ad un ‘insieme’

come avrei voluto vivere quei mesi serena,di gravidanza non in assedio.

ho perso la gioia di scoprire mio figlio : troppo presa dal crescerlo sola.

il percorso andrebbe fatto due volte per saperlo assaporare appieno.

non ho forse più l’età e sicuramente non ho trovato chi mi rapisca da una vita di responsabilità, per offrirmene una di solo amore e attenzione reciproca e famiglia.

non ero destinata al sogno, al progetto al desiderio che fin da bambina mettevo nei miei disegni: la casa, l’albero,il giardino  i fiori i bambini e un uomo forte e capace per fare da – custode- a tutto questo 

c’è  chi lo chiama karma….

Artist: Edmond Leigthon -the wedding book- oil in canvas.

viaggio 


e poi arriva l’atto di forza la spinta primordiale a vivere

( lo so è facile per me che oltre al sacrificio del lavoro dispongo della sicurezza dei miei averi)

prenoto la vacanza e le lacrime mi scendono davanti alla signora dell’agenzia(si può essere tanto libere , capaci, piacevoli e fragili?)

pago la vacanza ancora ignara del mio essere in solitudine

mio figlio gioisce: almeno un uomo lo rendo felice

ho 24 ore per mettere dentro la valigia due cenci è un milione di pensieri. 
ho fatto così molte volte: viaggiare per ritrovarmi ma ora ho il -carico- di mio figlio 

e pensare che non servirebbe andare tanto lontano ( che i dolori inamovibili restano una palla al piede) 

non c’è posto dove stare senza quel pensiero di incomprensibile solitudine interiore.

non ho slanci a credere, costruire , sperare nel prossimo :le porte in faccia mi fanno ancora male.

e faccio io stessa.lo sento.

io che desidero quello che non c’è quello che non è quello che non mi si può condividere :L’amore.

le ombre arrivano lunghe,pesanti: posso essere tanto bella, dolce, intellegibile e sola?

posso avere tutto in disponibilità e nessuno che tende mai la mano credendomi, sollevandomi accudendomi di sole piccole attenzioni: e credere in me.attraverso me. focolare della vita che voglioe posso dare.

[ asma che arriva a ricordarmi la mia fame di vita]

ho tranciato rami inermi e rami selvaggi: sono solo, semplicemente me stessa.

ma ancora faccio paura .

( quella di chi non ti darebbe la mano per paura di essere abbandonato)

pago la mia vivacità, la mia solarità, il mio acume a chiedere, il mio stare alle spalle e sorreggere- pago anche per la mia libera dolcezza che ancora – nonostante tutto- faccio fluire.

[…. ora penso a me: da quando non mangio? Tre giorni? … ecco non sono una che si ama. e questo non fa amarmi]

Artist: Caitlin Clarkson – la compagnia dei lupi- 

Sansone & Medusa


mesi addietro le medicine avevano messo mano alla mia salute e ai miei capelli

se ne andavano lievi come la neve al sole ad ogni colpo di spazzola 

nascondevo le chiazze e nascondevo pudicamente la mia fragilità 

mi sentivo Medusa:ogni perdita corrispondeva a una ferita evidente che altri potevano assediare

ho fatto pace col mio -cuoio- grazie all’ estetica che tutto-oggi- corregge(anche le fratture interne,inermi,inamovibili a tratti e profonde)

nessuno mi ha vista senza chioma.senza forza.senza la femminilità che vedevo minata.

nessuno ha capito il mio posticcio (neppure mia madre che indugiava sul sapere cosa avessi-paura e rifiuto – è l’amore materno)

non importa:aveva già il suo dolore.

oggi togliendo le ciocche che non mi appartengono ma che mi hanno aiutata a mostrarmi sicura, ho tutta la percezione del percorso fatto. del dolore camuffato al mondo 

meglio così: il mondo fugge dal dolore 

io ho cercato di restare inattaccabile al pietismo

ho tre piccoli capelli fragili ora. 

lo so e li sento miei.forti, come torre di vedetta.

li vivo come un bene prezioso che è cammino nel mio cammino

sono adesso Sansone .
Artist:G.L. Bernini -testa di Medusa – VII d.c.